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Report - La risposta della Gabanelli (a P. Barnard)


Ogni azienda, giornale o tv fornisce l'assistenza legale (ovvero paga l'avvocato) ai propri dipendenti, non ai collaboratori. Quando abbiamo iniziato (1997)nessuno di noi si era posto il problema, che invece abbiamo affrontato quando sono arrivate le prime cause (2000). Si trattava di querele per diffamazione.

La sottoscritta e il direttore di allora chiedemmo assistenza legale e ci fu concessa. Fatto che si verificò in tutti i successivi procedimenti penali. Le prime cause civili arrivarono nel 2004, e lì scoprimmo che invece non ci sarebbe stata copertura legale. La tutela veniva fornita a me in virtù del contratto di collaborazione con la rai, ma "a discrezione", ovvero dovevo presentare una memoria difensiva con la quale dimostravo, punto per punto, di aver agito bene.

Non avendo l'autore del servizio nessun contratto di collaborazione con la rai (pochè vende il pezzo), si assume i rischi in caso di richiesta di risarcimento danni. La realtà era questa: o prendere, o lasciare. Gli autori furono messi a conoscenza della questione e tutti decisero di continuare "l'avventura" con Report. Con tutte le angoscie del caso, ma a dominare è stata la convinzione di tutti noi che lavorando bene alla fine le cause si vincono e il soccombente dovrà pure pagare le spese. Da parte mia ho iniziato una lunga battaglia per poter avere ciò che nessuna azienda normalmente fornisce ai non dipendenti: l'assistenza di un avvocato in caso di causa civile (nel penale, come ho già detto, ci è stata fornita fin dall'inizio). Dal 2004 in poi la tendenza è stata quella di farci prevalentemente cause civili, con tutto quel che ne consegue in termini di stress, tempo che perdi, e paure che ti assalgono.

E' bene sapere che quando si va in giudizio ognuno risponde per la parte che gli compete: gli autori rispondono del loro pezzo, la sottoscritta per tutti i pezzi (in qualità di responsabile del programma), la rai in quanto network che diffonde la messa in onda. Qualora il giudice dovesse stabilire che c'è stato dolo da parte dell'autore, a pagare saranno tutti i soggetti coinvolti (la rai, la sottoscritta, l'autore). E questo vale per tutti, anche i dipendenti. La differenza è che prima di arrivare alla sentenza nessuno ti paga l'avvocato. Nel 2007 le cause arrivano ad un numero talmente elevato che passo più tempo a difendere me e i miei colleghi che non a lavorare. Ma a luglio 2007 il direttore generale Cappon chiede all'ufficio legale della rai di garantire la piena assistenza legale a tutti gli autori di Report. Questo non ci toglie le ansie (finchè non c'è una sentenza non sai di che morte muori), però almeno sai che alle tue spalle c'è un'azienda che ha riconosciuto il valore del tuo lavoro e ti paga l'avvocato. E' stato difficile ottenere questo risultato, ma c'è stato e questo è oggi quello che conta.

Certo, se su ogni puntata vieni trascinato in tribunale, alla fine può darsi che lasci la partita perchè non riesci più a reggere fisicamente. Ma questo non è colpa della rai di turno, bensì di un sistema giudiziario che permette a chiunque di fare cause pretestuose, senza che ci sia a monte un filtro (come avviene invece nelle cause penali) che valuti l'eventuale inconsistenza della causa stessa.

Paolo Barnard. E' un professionista che stimo molto, ma purtroppo l'incompatibilità ad un certo punto era diventata ingestibile, e così a fine 2003 le strade si sono separate. Per quel che riguarda la questione legale che lo coinvolge, sono convinta della bontà della sua inchiesta e penso che alla fine ci sarà una sentenza favorevole. Ci credo al punto tale da aver firmato a suo tempo un atto (che lui possiede e pure il suo avvocato) nel quale mi impegno a pagare di tasca mia anche la parte sua in caso di soccombenza. Non saprei che altro fare.

Non ho il potere di cambiare le regole di un'azienda come la Rai, credo di aver fatto tutto quello che è nelle mie modeste capacità. Il lavoro che io e gli altri colleghi di report abbiamo deciso fin qui di fare non ce lo ha imposto nessuno. E' un mestiere complesso che comporta molti rischi, anche sul piano personale. Si può decidere di correrli oppure no, dipende dalla capcità di tenuta, dal carattere e dagli obiettivi che ognuno di noi si da nella vita. Il resto sono polemiche che non portano da nessuna parte e sottragono inutilmente energie.

Un caro saluto a tutti.

M. Gabanelli

La lettera di P. Barnard la trovate qui

bella frase...

"La realtà era questa: o prendere, o lasciare."

bella questa frase... quindi secondo te è giusto che un povero giornalista si debba difendere da solo in cause milionarie, al contrario di te che sei difesa un prestigioso studio legale?
e poi non avevi assicurato Paolo Barnard che in caso di problemi la RAI lo avrebbe difeso?

Se la RAI decide che una inchiesta può andare in onda deve ritenersi responsabile di tutte le conseguenze che questo comporta, altrimenti non la manda in onda.

e brava milena!

che tristezza anche i

che tristezza anche i baluardi della libertà di informazione parlano il burocratese. Credo che sia un momento difficile per tutti coloro che fanno informazione VERA, ma non per questo è giustificabile che venga abbandonato a se stesso un giornalista che non ha fatto altro che confezionare un filmato di informazione (per altro ben fatto) e che voi avete trasmesso. Mi sembra controsenso, se fossi in lui querelerei la RAI per questo, rivoltando la frittata. Se un colpevole esiste voi lo siete al pari di lui. egli lo ha fatto ma voi lo avete trasmesso.

Scendete dalle nuvole

Che senso ha criticare la Gabanelli, che è una delle poche persone in televisione a dare spazio a queste inchieste? Non vi pare che se volesse applicare la censura potrebbe semplicemente rifiutare i pezzi e non mandarli in onda?

Mi pare che la situazione sia chiara, la copertura legale non c'era al tempo dell'inchiesta di Barnard ed è stato possibile ottenerla solo di recente.
Non c'è molto altro da inventarsi.

V.

Franco Morgese

Sono sempre stato, nel mio piccolo, dalla parte dei giusti,e contro ogni forma di sopraffazione e di ingiustizia, espressa in qualunque forma. Il mio plauso alla "coraggiosissima" ed esemplare giornalista Gabanelli.
Ce ne fossero tante di donne come lei,sicuramente avremmo un mondo più vivibile, con il 70% o poco più di neoplasie in meno in tutto il mondo.
Senza trasmissioni come Report, Anno Zero etc.etc.
Poveri noi tutti,italiani e non.
Mamma Rai..., Sveeegliatiii!!!