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Chi siamo

Prologo

Numerosi sociologi sono in questi anni impegnati nello studio, nell’analisi, a ricomporre le origini, ad unire frammenti e a decodificare i contenuti di uno dei fenomeni più indecifrabili che hanno caratterizzato Milano negli anni ’90. Il fenomeno allo studio rigurada la vita, la cultura e le opere che hanno segnato un’epoca, quella della Cospirazione Baggese il cui fulcro vitale è stata la Biblioteca di Baggio, il quartiere degli Artisti.
L'epoca è tutt'ora in corso.

Il Comitato Utenti della Biblioteca

Agli inizi degli anni ‘90 due problemi pricipali gravavano sulla Biblioteca: infiltrazioni d’acqua dal tetto e riduzione dell’orario di apertura al solo pomeriggio, quest’ultima questione comune a tutte le Biblioteche rionali di Milano dovuta alla carenza di personale.
Per rivendicare una struttura più adeguata e un orario di apertura esteso dalle 9.00 alle 23, si formò un Comitanto Utenti dell Biblioteca che fu promotore di diverse iniziative atte a richiamare l’attenzione del quartiere sui problemi descritti, ma di fatto evidenzinone un altro. La Biblioteca era uno, se non il solo, luogo pubblico dove gli abitanti del quartiere potevano aggregarsi, promuovere iniziative culturali, creare partecipazione.
Concerti, danze, iniziative culturali, proiezioni cinematografiche. Succede di tutto in quei mesi, grazie al supporto dei soli 2 lavoratori della biblioteca che si prestarono a tenere aperto la struttura oltre l’orario consentito, pur senza il permesso della direzione centrale delle biblioteche.
Di fatto la Biblioteca venne occupata.
La Direzione Centrale alla fine si arrese.
Vennero trovati i soldi per la ristrutturazione e per estendere l’orario di apertura dalle 9 alle 23.

Uno strano Regolamento, l’inizio della Cospirazione

Poco più tardi i due lavoratori “collaborazionisti” che avevano supportato il CUB vennero spediti e assegnati ad altre biblioteche rionali, piccole e innocue. Alla “Baggio” venne mandato del personale molto diligente per ripristinare un ordinato silenzio.
Era un gelido mattino di un giorno feriale dell’inverno del ’94. La biblioteca aprì puntualmente alle 9.00. I primi assonnati studenti iniziarono a popolare la sala studio.
Qualcuno appoggiò i libri sul tavolo per poi andare a fumarsi fuori la prima sigaretta, non accorgendosi che sui tavoli era stato posto un foglio contente la “nuova” legge.
Era il nuovo regolamento della Biblioteca.
Con quel gesto ebbe inizio la Cospirazione Baggese.

I divieti

Il personale scelse la “linea dura”. Vennero posti cartelli in ogni dove.
“Vietato consultare i quotidiani fuori dall’apposita sala”, “Le opere di questa sala vanno consultate solo sul tavolo all’ingresso”. “Vietato consumare cibo o bevande all’interno della sala studio”.
La risposta a questo nuovo regime non si fece attendere.

Primo pomeriggio di un giovedì grasso, a due giorni dal carnavale ambrosiano. Uno studente spazientito, con la scheda telefonica alla mano, si presenta al banco dei bibliotecari ed esclama con tono stizzito: “Eh no!. Adesso basta. Ditemi allora a quanti minuti ammonta una telefonata prevista!”. Il bibliotecario non capisce, e stupito si reca nei pressi del telefono pubblico interno alla struttura e vede un cartello appeso a fianco del telefono recante la scritta “Vietato fare telefonate più lunghe del previsto”.
Non fu l’unico “Divieto” che trovò.
Leggende narrano che uno studente, in segno di protesta, si era appeso al ventilatore del soffitto, dopo aver letto il cartello “E’ severamente vietato appendersi alle pale ventilatrici”.

“La virgola”

"La Virgola" nasce in quel luogo, in quel contesto e in quell’atmosfera, come giornalino cartaceo, o meglio, come un periodico casuale.
I contenuti di questo giornalino erano vari, dal prendere simpaticamente di mira e fare il verso agli altri giornali di quartiere al prendere in giro la comunità di lettori che l’esperienza della Biblioteca aveva fatto incrociare e conoscere.
Lo spirito era denso di maliziosa cattiveria, di sottile ironia, umorismo leggerezza e fantasia . C’era anche un po’ di riflessione seria su quegli anni di leghismo imperante.
Non furono pubblicati molti numeri, si stampavano su delle fotocopie in formato A3 che venivano messe sugli scaffali dell’atrio della Biblioteca, di fianco al “Punto” umanista e al “Baggese”.
Tramite il giornalino, per qulche settimana si invitavano gli utenti a formulare “Il proprio divieto”, che colui che sarebbe diventato poi il segretario politico di virgolaz.it ,leggeva sul muretto fuori dalla biblioteca il sabato pomeriggio, prima del rituale aperitivo al “Fa balà l’oucc”.

E poi virgolaz.it

Qualche anno di silenzio, poi la decisione di creare una edizione on-line, grazie alla nascita di siti-web già costruiti e di facile amministrazione (Content Management System) anche per non esperti informatici, che permettono agli utenti di inviare articoli, inserire commenti e interagire fra loro.

Si cercò di registrarlo come lavirgola.it, come virgola.it, ma i domini erano già occupati. Garaz ci aggiunse la z, Cialuz la mise sul web.

Virgolaz restò e resta di fatto un contenitore, con una patchanka di contenuti ed espressioni, con i suoi pregi e con i sui difetti, e con i suoi oscillanti stati d’animo.

La sua struttura

Attraverso la suddivisone in sezioni, questo contenitore può essere riempito da chi intende farlo.
Le sezioni oggi attive sono:

Notizie globali, è la zona più impegnativa: politica, cronaca globale, locale, editoriali....Dove poter confrontarsi con autenticità sulle contraddizioni del presente.

Parole,Suoni,Visioni, qui ci potete mettere recensioni di libri, dischi e film che avete letto sentito e visto, che vi sono piaciuti o meno, che volete consigliare o sconsigliare. Segnalare mostre, concerti o eventi ai quali vorreste che la comunità virgolaz volesse partecipare.

Svirgolamenti, pensieri, riflessioni personali e quotidiane che volete condividere, ma anche giochi, segnalazioni divertenti o meno dalla rete e dalla realtà quotidiana.

Cacao Descarga Lab, è la sezione dedicata al relativo laboratorio musicale che tra l’altro si esibisce al Barrio’s l’ultimo venerdì del mese.

C’è anche un Archivio Fotografico, nel quale potete inserire le vostre fotografie scegliendo fra le gallerie proposte. Potete associare alla fotografia anche un testo, dove è stata scattata, i vostri appunti di viaggio, la storia che vi sta dietro, o quello che ritenete opportuno raccontare.

Ognuno è libero di suggerire, di proporre nuovi contenuti, nuovi sezioni, iniziative e temi per le gallerie fotografiche perchè alla base di virgolaz.it c’è la partecipazione di chi ha voglia di contribuire a dare forma e sostanza al sito e alle proposte che vi circolano.

Questo è tutto.

La redazione immaginaria.

e tutto questo a due passi

e tutto questo a due passi da me senza che me ne accorgessi.Cosa non fa la malattia,o la vecchiaia.Mi viene inmente l'oltre orario di apertura di tante biblio a cominciaredalla mia infanzia.Mamma mi portava alle sue riunioni, inuna biblioteca chiusa al pubblico e tutto il regno deilibri era mio.Che libertà,mai più respirata.g

nik

chi ha scelto il nik?Non è il mio solito,però mi piace

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