Milano - Baggio

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Noi amiamo Silvio il libro è in edicola Edito da Peruzzo editore, raccoglie una serie di fotografie: momenti pubblici e privati... e, come al solito, non è uno scherzo. E’ tempo dicampagna elettorale.
Stralcio di una delle (tante?) recensioni sulla rete dei blog.
"Noi amiamo Silvio" è un pregevole volume fotografico (carta superpatinata,
grande formato, copertina semi rigida con risvolti, titolo in rilievo)
pubblicato il 14 gennaio dalla Alberto Peruzzo Editore.
L'intento del libro non è apologetico bensì canonizzatorio: un intento ben dichiarato dall'epistola proemiale dell'editore (che contestualmente ringrazia la moglie per aver fatto da musa a cotanta opera) e che perciò qui non verrà discusso nè criticato. L'intento canonizzatorio è ben espresso anche dalla scansione in macrocapitoli da (capitolo 1) "Tutti insieme siamo una grande forza" a (5) "Sono a pezzi, ho parlato con molte famiglie" a "Silvio Forever" (resta il dubbio se anche questo titolo, come gli altri, sia una citazione dai discorsi del premier).
"Noi Amiamo Silvio" soffre di alcuni evidenti punti deboli, che ne minano la capacità persuasiva e che lo rendono un prodotto minore nel processo di canonizzazione preventiva di Silvio Berlusconi (perché aspettare così tanti anni come per Craxi quando lo possiamo fare subito? togliamoci il pensiero e dedichiamogli anche un pò di vie, strade e ponti, dai).
Il primo punto debole di "Noi Amiamo Silvio" è innanzitutto nella scelta del titolo e nella distonia tra il titolo stesso e il contenuto dell'opera. Si tratta infatti di un volume che non contiene (esclusa l'epistola proemiale dell'editore e le didascalie, di cui bisognerà parlare a parte) nessun contenuto testuale che non sia tratto da interventi dello stesso Silvio Berlusconi. L'impressione del volume è "Alberto Peruzzo e consorte amano Silvio" oppure un più realistico "Silvio Ama Silvio".
Secondo Problema: la necessità di riportare brani dell'Illuminato Presidente del Consiglio si scontra con la loro pochezza letteraria e retorica. Depurati dei suoi momenti meno presentabili (barzellette, scherzi, riferimenti alle mignotte, attacchi ai comunisti) i discorsi di Berlusconi hanno un impatto ridottissimo: sono discorsi da pentapartito, sembrano prelevati direttamente dalla fine degli anni '70. Sono costruiti male: non c'è il guizzo, non c'è la frase ad effetto e si vuole accontentare tutti.
Basta vedere la definizione dell PDL: "è un partito alleato con la destra ma aperto a sinistra, liberale, popolare, socialista". Ehm. Sì, e poi? E soprattutto: e quindi?
[...] Terzo problema: qualità dell'apparato iconografico. Le foto, soprattutto quelle in grand'angolo, quelle più imponenti, sono in molti casi sgranate e di cattiva qualità, difetto imperdonabile per un volume quasi esclusivamente fotografico.
Quarto problema: la paletta dei colori di Photoshop. Il presdelcons viene virato sempre in una tonalità a metà strada tra il salmone scuro e l'incarnato prugna (#E9967A o #CC8899). Non è un colore sano e non è un colore esistente in natura: quasi tutte le foto ritraggono un buffo alieno.
Quinto problema: i grafici pagati a cottimo e comunque troppo poco. Posti di fronte all'imperativo di ritoccare un enorme massa di foto, hanno ritoccato in tutte la sola testa del presdelcons. Ecco quindi che non solo ha un colore inquietante, ma è anche illuminato e colorato con toni totalmente differenti da quelli presenti sui suoi interlocutori, tutti immancabilmente
pallidissimi al suo confronto.
L'effetto fotomontaggio è fortissimo, anche perché sono state scelte moltissime foto (soprattutto quelle in cui l'amato
presidente incontra la folla) in cui il soggetto è nella stessa posizione (profilo sinistro) e la stessa, identica espressione: viene il dubbio che uno dei grafici meno pagati e più furbo deglialtri abbia ritoccato una sola
testa e l'abbia poi montata su una quarantina di fotografie. Ma è impossibile, suvvia.
Quinto problema, bis: se ritocchi un essere umano devi ritoccarlo tutto. Non puoi colorargli la faccia salmone scuro e poi lasciargli le mani color lino o lavanda rosata (#FAF0E6 o #FFF0F5) [vedi p. 33, foto con Hillary Clinton e
Obama].
Quinto problema, tris: in alcuni casi i grafici si fanno prendere la mano e non solo cambiano colore al presdelcons e gli spianano tutte le rughe, ma tolgono tutte le ombre: si rimane con una bella sagoma di cartone piatta (vedi: pagina 89 e tutte le foto fatte nell'elicottero, nonche quella in cui stringe la mano al bambino, sempre a l'Aquila: viene il dubbio che durante
tutta la gita in abruzzo il Berlusca sia stato sostituito da una controfigura in gesso)
Sesto problema: l'attaccatura e la voluminosità dei capelli. Che i capelli di Berlusconi cambino a seconda dell'operaio messo a lavoro su Photoshop è cosa nota (vedi anche la copertina di Novella 2000 di questa settimana, parzialmente dedicata al "Mistero dei Capelli di Silvio Berlusconi"), ma una coerenza, allorquando si decida di mettere assieme duecento pagine di foto dello stesso soggetto, andrebbe ricercata. L'effetto, altrimenti, è straniante.
Settimo Problema: se devi canonizzare Sant'Agostino, dire che c'è stato un periodo della sua vita in cui andava a puttane e si divertiva non va contro la tua causa ma a suo favore. Più grossa la differenza, più grande la sofferenza, più grande il personaggio. Supereroi con superproblemi, è una regola. Invece qui non c'è tensione, non c'è pathos: manca persino
Berlusconi sfregiato dal duomo o almeno coi cerotti. Soprattutto, Berlusconi ha cinque figli ma non c'è traccia di nessuna delle due donne con cui il presdelcons ha copulato per propagare il suo taumaturgico seme.
Il risultato è molto triste: un piccolo uomo, dai discorsi molto noiosi, con un colorito innaturale (tranne le mani e tranne nelle foto in cui era difficile da ritoccare), con dei capelli dotati non solo di vita propria ma anche di disturbo bipolare della personalità, privo di una storia vera e interessante.
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Con questo atto comincia la campagna politica regionale del Cavalier Silvio Berlusconi...[...]
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Dopo il rimpianto per non avere qui con noi i biscotti del Mulino Bianco, credo che l'angustia più grande di noi italiani espatriati a Madrid, sia il non poter comprare oggi in edicola "Noi amiamo Silvio". Per quelli come me che ne erano all'oscuro, il libricino patinato, edito dalla Peruzzo Editore, è uscito in edicola oggi al prezzo di 9.90 euro. E' una raccolta delle
migliori fotografie di quello che viene raccontato come un eroe, un personaggio mitico. Aspetto con ansia le piccole citazioni a pie di foto che mia madre mi istilla con il contagocce attraverso skype e spero che arrivi la copertina scannerizzata in tempo per decorare questo commento del blog (se no, l'aggiornerò appena possibile).
Dopo la statuina del Duomo di Milano, diventato qui a Madrid oggetto ricercatissimo per i collezionisti, ora gli spagnoli mi chiederanno di portargli questo libro, o delle gigantografie che presto saranno in vendita sul mercato nero!
L'editore dice di non avere interessi o preferenze politiche, ma più avanti dice che è un omaggio al suo amico Silvio Berlusconi! Mhh!
Prevedo già che il libretto andrà a ruba e sarà un successo di mercato tanto quanto Avatar, in proporzione al mercato italiano ovviamente. Anche se, non escludo che se venisse tradotto sarebbe un successo di vendita anche all'estero.
Attenzione però alle statistiche di vendita e alle conclusioni che si traggono. Mia madre ha comprato il libro come un cimelio sociologico da vedere e da tenere per il futuro, non come santino da osannare, come dichiarerà qualche personaggio preso dal fuoco sacro. Io avrei fatto lo stesso. Il concetto alla fine è lo stesso delle collezioni dei filmini dell'Istituto Luce o delle tessere della gioventù fascista. Racconteranno alle generazioni future della nostra ingenuità, del potere mediatico da cui ci siamo fatti attanagliare e dei nostri errori.
Ora non so se voi italiani residenti eravate stati avvisati dell'arrivo di questo gioiellino fotografico, ma se fossi in voi, correrei in edicola a comprare un pezzetto di storia. Racconta gli ultimi anni d'Italia, racconta il paese del Berlusconismo e racconta di come si può guidare una nazione con immagini ed icone. Come sono lontani i tempi in cui i nostri politici scrivevano saggi che diventavano dei classici del pensiero intellettuale. Ma come sorprendersi ancora dopo aver visto Videocracy?
Una petizione: che qualcuno lo compri e lo metta in rete, non posso perdermelo!
Un'ultima domanda mi rimbalza nella mente, la mafia starà già copiando il libro per rivenderlo sul mercato dei falsi a 5 euro com'è successo con Saviano?
Samara C.
fonte: http://www.nonsolonews.it/thread-363-0-1521786-0/recensioni-librarie-noi-amiamo-si.htm
Però per 9.9 euro poteva almeno includere un gadget in omaggio.
Non so, una statuetta del Dom de' Milan?
garaz
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