Milano - Baggio

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Ieri sera, molte persone hanno solidarizzato con noi manifestando davanti al CdZ-7, nello stesso giorno in cui ci è pervenuto la raccomandata che ci nega il rimborso delle spese sostenute per la realizzazione della nostra presenza alla Sagra di Baggio.
Ancora una violenza, ancora un grave atto di discriminazione politica.
Le motivazioni non sono amministrative, ma tutte politiche. Ancora una volta per aver osato criticare e denunciare le speculazioni nel Parco Agricolo Sud, e non solo, per aver messo alla “berlina” i personaggi che più di altri hanno e stanno agendo in spregio ai diritti dei soggetti più deboli criminalizzando il loro stato di clandestini.
Questo Consiglio di Zona ha un’anima antidemocratica.
Sono gli stessi personaggi della “politica” che da anni stanno trasformando Baggio in una zona "maledetta”.
Dapprima lasciando al degrado quartieri e aree in rovina, poi chiamando la presenza inutile di militari a pattugliare le strade, ora raccogliendo le firme per istigare ignari cittadini alla delazione.
Questi signori stanno proteggendo la loro miseria politica incentivando “paure” nei cittadini, e non solo.
Basta ricordare ieri sera, dopo 15 minuti di presenza fuori dai cancelli del CdZ-7 in tutta tranquillità, senza bisogno di slogan, con decine di cartelli che riportavano quasi in modo ossessivo l’art. 21 della Costituzione e offrendo ai consiglieri un piccolo omaggio, che subito ci ha raggiunto un pulman di poliziotti.
Così proteggono le loro paure.
Bastava entrare in quell’aula (cosa che abbiamo fatto sempre in silenzio mostrando i nostri cartelli) dove discutono dei problemi della gente per rendersi conto del livello di “attenzione” e di “preoccupazione”.
Infatti mentre una consigliera parlava di Piano Regolatore, di volumetrie abitative c’erano solo pochi “amici” ad ascoltarla, gli altri non avevano alcuna necessità di ascoltare, forse qualcuno aveva già deciso per loro.
Che delusione! Poveri cittadini ignari che votano questi signori! Poveri noi!
Questa è violazione dei diritti della cittadinanza, questa non è giustizia sociale.
Occorre prendere coscienza che queste pratiche miserabili conducono ad un infausto destino, alla miseria culturale, alla restrizione delle libertà personali.
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